giovedì 28 luglio 2011

GOODBYE HARRY POTTER

Siamo nel pieno di un'estate anomala in cui domina un clima poco estivo e tendenzialmente piovoso. Ma le vacanze s'hanno da fare e i ritmi del blog, come i più temerari e fedeli di voi avranno notato, procedono a rilento. Fra una pausa e l'altra di sole oggi ho deciso di parlare di un film semi-sconosciuto passato per caso fuori concorso al festival del cinema indipendente di Poirino. Il titolo del film e' "Harry Potter".
La trama e' semplice: in un mondo popolato da maghetti e streghette, un cattivone coi contro cazzi di nome Tu Sai Chi ambisce a dominare il mondo (e ti pareva...). Il basso profilo del mago pelato e senza naso dal nome Voldemort (parlo sempre di Tu Sai Chi) e le modeste ambizioni ricevono consensi fra i maghi più tipacci, o forse no, semplicemente gli stessi sono psicologicamente sudditi del villain e si strizzano al pensiero di subire ritorsioni per via di dissidi ideologici.
Harry Potter è un maghetto speciale: e' scampato da neonato alla maledizione di Voldemort, cicatrice sulla fronte e orfanismo ne sono prova materiale. 
Harry ha due amichetti, Ron ed Hermione (notevole puella). I tre trascorreranno insieme i 7 anni della scuola di magia di Hogwarts fra mille peripezie che sconvolgeranno l'istituto, una sorta di settimana autogestita perpetua con annessa occupazione. 
Nel corso dei film la psicologia dei personaggi crescerà progressivamente e radicalmente, essendo la storia ambientata durante la loro fase adolescenziale, piena di cambiamenti, scoperte e turbamenti. Turbamenti che non riguarderanno se non marginalmente la sfera sessuale, essendo Harry e Ron, specie il primo, in un perenne stato infantile: difatti i due, anziché abusare della giovane Hermione in modo vile e subdolo, trascorrono il tempo a nominare quei vecchiacci dei loro professori, dedicando seghe, mentali e non, al loro pensiero.
Il preside della scuola si chiama Silente, e' omosessuale ed ha una predilezione per Harry il predestinato, con il quale trascorre gran parte del tempo, tanto che il film potrebbe intitolarsi :"Le  notti calde di Harry e Silente". In realta' il giovane maghetto cerca una figura pederasta che, seguendo la tradizione filosofica classica greca, lo porti a una maturazione psico-fisica. 
Da ciò il susseguirsi di varie figure paterne oltre Silente: ricordo Sirius Black, come si intuisce dal nome è uno particolarmente dotato, e Severus Piton, anche qui nomen omen. In assenza dei tre Harry si accontenta della Firebolt, la sua scopa da Quidditch, evidentemente polifunizonale e tanto, tanto cara al maghetto.
In realtà il rapporto più' morboso Harry lo sviluppa con il suo acerrimo nemico Voldy, anche se qui non si va oltre un reciproco e platonico desiderio. La saga gioca tutto su questi rapporti, presentando indici di infantilismo e buonismo da diabete. Si salva ovviamente da ciò il terzo capitolo della serie, diretto da un regista ubriacone e visionario, maledettamente geniale, che risponde al nome di Alfonso Cuaron
Troppo bello per durare, "Il Prigioniero di Azkaban" rappresenta una piacevole eccezione, un film targato Harry Potter in cui realmente i personaggi presentano sfumature psciologiche interessanti, grazie alla lettura del film centrata sul subinconscio. I restanti capitoli, precedenti e successivi al terzo, sono diretti da i vari Columbus, Yates e Newell come fossero filmini della prima comunione o l'ennesima puntata de Il Mondo Di Patty (mi pare si chiami cosi'..).
Si registra un piacevole andamento nella seconda parte dell'ultimo atteso capitolo girato in 3D. Se la prima parte sembrava un interminabile videoclip, in cui climax emotivo era rappresentato dalla morte di Dobbie (no Dobbieeeeeeeeeee!!non e' giusto che muori noooooooooo, la vita e' ingiusta!!eri un mostriciattolo cosi' dolce e servizievoleeee!!), la seconda contiene tutti gli elementi del blockbuster di successo.
Ovviamente bisogna chiudere un occhio sulla banalita' dei risvolti narrativi che, parlando per un attimo seriamente, sono frutto di un condizionamento massiccio dei fanATICI della serie, incapaci di accettare le scelte dell'autrice, schiava della gretta emotivita' della massa.
Finisce cosi' una saga storica, che si svolge in modo oltremodo tradizionale, scritta in modo scolastico, ma che, senza dubbio, ha il pregio di aver creato un mondo fantastico e magico.  Unico avvertimento: non andate in presidenza da Silente!

Bob Harris

1 commento:

  1. ahaha Uè m'hai fatto morì! Condivido specialmente la parte su Hermione :p

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