mercoledì 7 giugno 2017

"GODSEND-IL MALE E' RINATO" (2004) DI NICK HAMM

"Godsend", film horror (?) del 2004 del regista nord-irlandese Nick Hamm, in questi giorni tornato in programmazione su uno dei canali minori del digitale terrestre di una nota azienda televisiva.
Tutto inizia con l'immagine del sogno medio borghese made in U.S.A.: la classica famiglia da pubblicità, serena e dai visi pallidi. Tre sono i suoi componenti, Paul (interpretato da Greg Kinnear), insegnante di scienze al liceo, la moglie Jessie (Rebecca Alie Romijn) che fa la fotografa, ed infine il figlio, l'affettuoso e brillante Adam (Cameron Bright) che da poco ha compiuto 8 anni.
L'idillio iniziale cade in frantumi, il piccolo rimane vittima di un tragico incidente stradale e muore.
Poche ore dopo, al funerale del piccolo, fa la sua comparsa tale Richard Wells (Robert De Niro), medico genetista. Si avvicina ai genitori e propone loro un'idea che può farli uscire dal dramma in cui sono caduti. Il dottore spiega di aver perfezionato il sistema che permette la clonazione umana e di poter donare a Jessie e Paul una insperata seconda possibilità.
Questo è l'antefatto da cui muove la trama del film, un soggetto su carta in grado di garantire interessanti spunti sia per la tematiche etiche che per l' intrattenimento in sé.
Le buone premesse ben presto vanno a farsi benedire.
Il film prosegue lentissimo (intendiamoci la lentezza non è sempre negativa, basta andare a guardare molte pellicole di genere girate in oriente negli anni 2000, un esempio è il raffinato ed elegante horror coreano "Two Sisters"), mancano le emozioni, i sobbalzi, il pathos e "Godsend" si trasforma nel banalotto filmetto incentrato sullo spiritello malvagio.
Il piattume viene cadenzato da una serie continua di cliché tipici dei peggiori film di genere. Abbiamo i tanto carini disegnini rivelatori, resistenti agli incendi che distruggono edifici in mattoni ed in grado di rimanere inalterati al trascorrere dei decenni; persone che bussano all'improvviso ai finestrini delle automobili; altre ancora che al primo passante di turno decidono di vuotare il sacco e raccontare tutti quei segreti oscuri che per una vita sono stati custoditi gelosamente.
Il film cincischia, sale un incredibile senso di insofferenza crescente; a suggellare il tutto c'è il finale, privo di sorprese.
"Godsen" è una toppa clamorosa, secondo indizio dopo "The Hole" (2003) della poca stoffa di Hamm nel trattare il cinema di genere.
Scrittura pessima quindi, ma anche il cast ha il fiato corto.
Bob De Niro, non tiene a galla la pellicola; appare svogliato e perennemente svogliato.
Tempo perso.

Habemus Judicium:

Ismail

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